Pubblicazione di: “Nel Mediaevo. Un testo politico.”

Il nostro gruppo è costituito da persone di diversa età e collocazione professionale, nessuna delle quali è attualmente iscritta a partiti o direttamente impegnata in movimenti politici.

Al succedersi delle scadenze elettorali, ci siamo sempre confrontati tra noi, forse mai votando tutti allo stesso modo: ci riconosciamo nelle idee del socialismo-liberale, ma ci sembra poco credibile la superficialità con la quale, nel dibattito politico-mediatico, sia frequente il richiamo alle identità culturali. Come se fosse sufficiente un’etichetta, una citazione, senza bisogno di interrogarsi sulle responsabilità, le coerenze che ne dovrebbero conseguire.

Crediamo che riferirsi alla storia del socialismo liberale significhi, soprattutto, confrontarsi con la radicalità di domande di fronte alle quali non disponiamo di risposte scontate: se sia ancora possibile incidere sull’aumento delle diseguaglianze economico-sociali; se vi sia ancora un orizzonte aperto all’organizzazione di forze e conflitti che – inventando nuove forme di internazionalismo – estendano le tutele collettive (sanità, istruzione, lavoro, ambiente) e ostacolino la sovrapposizione tra poteri economico-tecnologici e potere politico.