Liberi di servire. Libertà e servitù ai tempi di internet

Con rivoluzione digitale (o rivoluzione informatica) si designa generalmente il passaggio dalla tecnologia meccanica ed elettronica analogica a quella elettronica digitale, che, dapprima limitato ai soli paesi occidentali, ha poi interessato il mondo intero nell’arco temporale che va dai tardi anni Cinquanta del Novecento fino ai giorni nostri. Questa fase storica, spesso denominata era digitale (o dell’informazione), si è caratterizzata per l’ampia diffusione che hanno avuto i vari prodotti e servizi digitali e tutta quella serie di cambiamenti sociali, economici, culturali e politici avvenuti a seguito della digitalizzazione di molte attività umane, prima fra tutte l’accesso all’informazione. Il tipo di società che ne è scaturito viene generalmente definito società digitale (o dell’informazione). La rivoluzione digitale ha dato impulso, fra l’altro, alla comparsa e alla rapida crescita di mercati interamente nuovi, nel settore secondario, terziario tradizionale e terziario avanzato, che sono stati inizialmente indicati con l’espressione new economy, poi web economy e, infine, digital economy. I protagonisti dell’economia digitale sono state società private che gestiscono portali e motori di ricerca, piattaforme di commercio elettronico, social network, enciclopedie in rete, lo sviluppo di app, la produzione di dispositivi elettronici e la fornitura di servizi in rete di vario genere [1].

L’importanza dell’economia digitale va ben oltre i confini della tecnologia e dell’economia, al punto da essere diventata uno dei fenomeni più qualificanti della nostra società, uno dei propulsori più potenti del suo dinamismo culturale e uno degli assi attorno a cui ruota la politica. Nel tentativo di comprendere un fenomeno complesso e di vasta portata come questo, ci sono fondate ragioni per ritenere che esso minacci seriamente la libertà di chi ogni giorno usufruisce di prodotti o servizi digitali, ossia tutti noi.

Questo contributo intende indagare, senza pretesa di esaustività, alcuni rischi associati allo sviluppo dell’economia digitale. La sezione successiva cerca di cogliere i legami fra la rivoluzione digitale e altri importanti processi culturali, economici e sociali dell’ultimo mezzo secolo, quali il realismo capitalista, la globalizzazione economica e il consumismo basato sulla tirannia delle immagini. La terza sezione discute brevemente una classe particolare di rischi associati al progresso tecnologico digitale, ovvero quelli che emergono qualora le decisioni tecnologiche vengano interpretate come sostitutive delle decisioni politiche. La sezione 4, a partire dall’analisi dei casi aziendali esposti nell’Appendice, avanza tre tesi sulla libertà e la servitù nell’era digitale e le sviluppa sotto il profilo teorico-interpretativo. Infine, nelle conclusioni si
propone una bozza di programma politico per provare ad affrontare le questioni sollevate da questo contributo.

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[1] FuoriDalMediaEvo (2025), Nel mediaevo. Servitù digitale.